E dopo questo fu il silenzio è il nome del progetto realizzato da Marco Loi e Giacomo Bianco con la collaborazione di Soph Boobyer (creative coder) e Riccardo Petrini (installazione video) nel corso della loro residenza nel Comune di Comano. Esso indaga l’ex base militare troposcatter NATO (Livorno Station – Codice IMXZ) situata a 1500 metri sulla cima del monte Giogo nel comune di Comano. Durante il periodo della guerra fredda copriva la ricezione e la trasmissione di informazioni criptate appartenenti al sistema di radiocomunicazione di allerta precoce ‘Allied Command Europe Highband (ACE High)’ che univa la Norvegia settentrionale attraverso l’Europa centrale no alla Turchia orientale. Chiamato il monte con le orecchie, per decenni ha svolto l’unica funzione per il quale fu eretto nel 1956: ascoltare i bisbiglii magnetici che, nella frequenza delle microonde, trasferivano informazioni essenziali nel vulnerabile scenario geopolitico fra mondo occidentale e blocco sovietico. Le orecchie del monte furono a lungo avvolte da nuvole e mistero, accessibili esclusivamente a coloro che avevano il compito di mantenerle attive e segrete no all’avvento della nuova telecomunicazione satellitare. Nel 1994 il luogo si spense: i quattro paraboloidi di metallo smisero di ascoltare trasformandosi in semplice bussola geogra ca. Ponendosi un obiettivo che riecheggia come una domanda, E dopo questo fu il silenzio interroga metaforicamente l’attuale sistema percettivo delle parabole, proponendo una narrazione plurilinguistica che invita all’ascolto e alla riappropriazione di un luogo per anni negato.

 

Un progetto di

Marco Loi / Giacomo Bianco

 

Una mostra site-specific

in e per Comune di Comano

Rivedi

Conosci gli artisti

Loi / Bianco

Sfoglia la gallery ↑


A Home of Pictures è il workshop tenuto da Tom Lovelace con Eleonora Agostini nel Comune di Podenzana dall’8 al 10 aprile. Declinato sul tema della casa, ha portato gli undici autori selezionati a rispondere lavorando con la fotografia, la scultura e la performance. Il dialogo sviluppato e le conversazioni avute durante il laboratorio hanno trattato temi diversi tra cui il rifugio, il nido, il nascondiglio, lo spazio sicuro, la migrazione, i confini, le relazioni e la collaborazione, portando alla luce processi individuali e condivisi sino a sfociare in una progettualità unica e comune. Un primo risultato è stato presentato nell’evento del 10 aprile con un’esposizione lampo costruita attorno alla struttura-nido in dialogo con gli spazi dell’Oratorio di Podenzana. In seguito essa è stata sviluppata ed integrata sino a divenire installazione di opere donate alla comunità.

 

A Home of Pictures è una produzione Lunigiana Land Art a cura di Tom Lovelace con Eleonora Agostini, Spazi Fotografici e Matèria in collaborazione con Lunica.foto. Con progetti di Giovanni Borga, Camilla Calato, Giulia Chiatante, Anna Fabrizi, Nicoletta Grillo, Arianna Mattietti, Luca Nacca, Francesco Puppo, Federica Rugnone, Bing Ye, Chiara Vallarino.

Rivedi

Approfondisci

Sfoglia la gallery ↑


Progetto Processo è il workshop condotto da Marina Caneve dal 13 al 15 maggio nel Comune di Villafranca in Lunigiana. Anticipato da una visita e da una conferenza dedicate al Museo Etnografico della Lunigiana, il laboratorio ha fatto di quel luogo il suo punto di partenza per un’esplorazione / riattivazione del concetto di museo come dispositivo signi cante, capace di muovere riflessioni sulla contemporaneità tramite il ricorso alla ricerca artistica, al processo progettuale, alla fotogra a. Accompagnati da Marina Caneve, i sette autori selezionati hanno scelto un “oggetto guida” per poi condurre la propria personale ricognizione entro e attorno il Museo ed il paese di Villafranca. Hanno a rontato temi diversi sino ad approdare ad una mappatura culturale ampia e partecipata. Hanno prodotto serie fatte di fotogra a, immagini d’archivio, segni, parole. Hanno guardato a storie speci che ricollegandosi ai grandi temi della nostra epoca. Seguiti da cinque giovani dei licei locali (Sherpa) hanno riattivato il dialogo tra Museo, storia, luoghi, persone, comunità. Il risultato è divenuto installazione per “immagini aura” e “mappe concettuali” entro lo stesso Museo Etnografico della Lunigiana, in dialogo con lo stesso Museo Etnografico della Lunigiana, per un percorso alternativo di incontro e visita. Una rivista, in edizione limitata, raccoglie quanto prodotto completando l’esposizione lì allestita. Fotografia e altri media Mostra site-specific e rivista.

 

Progetto Processo è una produzione Lunigiana Land Art a cura di Marina Caneve con Spazi Fotografici e Matèria. Con progetti di Gabriele Bortoluzzi, Nicola Di Giorgio, Cecilia Donati, Silvia Palmi, Alessandro Truffa, Michael Trutta, Sarah Wiedmann. Volti loro e degli “Sherpa” Riccardo Benedetti, Giada Bigi, Ylenia Bigi, Federica Di Maria e Alice Santini ritratti da Marina Caneve, in rivista.

 

Rivedi

Leggi

Approfondisci

Sfoglia la gallery ↑


Photobuster Lunigiana è la proposta del collettivo Cesura per il Comune di Zeri, oltre il Comune di Zeri, in Lunigiana Land Art. Alla sua ottava edizione, Cesura Photobuster è un progetto di residenza culturale fotografica nato per documentare territori italiani ed esteri con un approccio autoriale e indipendente. Il format prevede che un gruppo di fotografi si concentri su un territorio specifico per un tempo limitato con l’obiettivo di produrre un lavoro da editare ed esporre in loco. In questa occasione quattro fotografi di Cesura hanno lavorato sul territorio di Zeri e della Lunigiana insieme a tre fotogra provenienti dalle aree circostanti selezionati tramite una open call destinata a fotografi con base in Toscana, Liguria ed Emilia-Romagna. Insieme hanno realizzato sette progetti, poi confluiti in un’esposizione unica, negli spazi interni ed esterni del Rifugio I due Santi, a Zum Zeri, punto più a nord della Toscana. Sono stati ritratti giovani della Lunigiana, sapori e tradizioni della cucina locale, antichi mestieri, lunigianesi di origini estere, memorie, relazione tra giovani e paesaggio urbano, legame tra uomo e natura nello zerasco.

 

Photobuster Lunigiana è una produzione Lunigiana Land Art a cura di Cesura con Spazi Fotografici e Matèria. Con progetti di Davide Bondielli, Maria Elisa Ferraris, Chiara Fossati, Elena Lionetti, Giacomo Liverani, Marco P. Valli, Christian Velcich.

 

Rivedi

Approfondisci

Sfoglia la gallery ↑


Setting the Stage: Photography as Object and Prop è il titolo del workshop condotto da Felicity Hammond dal 21 al 24 giugno presso il Castello di Lusuolo, a Mulazzo. Gli otto autori, provenienti da diverse parti del mondo e selezionati tramite speci ca open call, hanno lavorato con lo spazio, nello spazio, per la realizzazione di un’installazione che potesse emergere dalla decostruzione, ricostruzione e riutilizzo dei materiali dai quali è partito il lavoro. Un lavoro frutto del ragionamento attorno al visivo, oltre il visivo, al centro del laboratorio come della ricerca di Felicity Hammond. Un’esposizione in cui si è richiamata l’architettura indeterminata del castello e in cui l’allestimento è diventato set teatrale, diorama, palcoscenico: occasione perché le sculture fungessero da oggetti di scena, perché le immagini riflettessero i materiali del luogo. Infine pretesto perché i visitatori entrassero nella scenografia dello spazio, immaginando il viaggio materiale del progetto. Questo viaggio ora continua grazie alla donazione degli artisti al Comune di Mulazzo. L’esposizione, riformulata ed integrata da un’opera di Felicity Hammond, frutto dello stesso laboratorio, rimane visitabile permanentemente negli spazi del Castello di Lusuolo. 

 

Setting the Stage: Photography as Object and Prop è una produzione Lunigiana Land Art a cura di Felicity Hammond con Spazi Fotografici e Matèria in collaborazione con Lunica.foto. Con progetti di Diana Ferro, Vladimir Florentin Gheorghe, Cristopher Ghioldi, Anja Furrer, Azaria Marismari, Daan Russcher, Joanna Wierzbicka, Yshao Lin.

 

Rivedi

Approfondisci

Sfoglia la gallery ↑


Carta Rozza è il titolo del workshop condotto da Jacopo Benassi per il Comune di Pontremoli dal 26 al 30 giugno all’interno di Villa La Cartiera. Proposto da subito come redazione di un magazine “al fronte” ha l’obiettivo di essere vissuto come esperienza di collettivo in convivenza, stretta collaborazione e lavoro. L’esperienza permette di far incrociare le di erenti sensibilità dei nove autori selezionati, con uendo in un progetto e corpo unico realizzato con la direzione di Benassi. Si presenta al pubblico, dal 30 giugno al 3 luglio, in occasione del weekend conclusivo di Lunigiana Land Art, in: installazione di usa, con fanzine come foglio sala, fatta di immagini, suoni, fotogra a, atti performativi, pittura e disegno, per gli spazi della Villa La Cartiera; una serie di performance tra cui Orda (30 giugno 2022) come progetto site-specific ideato e realizzato nel corso di Carta Rozza; una rivista, con fotogra e di Jacopo Benassi, dedicata all’intera esperienza.


Carta Rozza è una produzione Lunigiana Land Art a cura di Jacopo Benassi con Spazi Fotografici e Matèria. Con progetti di Marco Augusto Basso, Jacopo Benassi, Annalisa Biancardi, Giacomo Gerboni, Beatrice Miniaci, Francesco Nava, Gabriele Provenzano, Matteo Ribet, Martino Santori, Manfredi Zimbardo.

Leggi

Sfoglia la gallery ↑